IL PRIMO E UNICO MOOK ITALIANO.

Armonia Europae, Zbigniew Herbert

Zbigniew Herbert (Leopoli, 1924-Varsavia, 1998) è tra i massimi poeti polacchi del Novecento; è stato anche autore di opere teatrali e saggi dedicati alla cultura e all’arte europea. I testi qui presentati contengono in miniatura alcuni motivi forti della sua poetica, primo fra tutti il ricordo della Leopoli dei kresy, le zone dei confini orientali perdute dopo la Seconda Guerra Mondiale, che hanno dato alla Polonia tanti dei suoi grandi artisti. Leopoli sarà la prima incarnazione del mito herbertiano della città assediata, a cui si aggiungerà poi l’immagine della Varsavia distrutta, o della Polonia intera assediata nel 1981, emblemi di tutti i luoghi inermi colpiti dalla Storia – e non è un caso che De Lillo abbia letto proprio il Rapporto dalla città assediata ricordando le vittime dell’11 settembre a Ground Zero.

Lo scienziato dissidente di Joseph Rotblat

Giorgio Granozio

Chi ha amato Lettera Internazionale cartacea e adesso ci segue sul sito sa che noi abbiamo il nostro modo di reagire agli eventi che ci accadono intorno nel mondo. Quello che ripresentiamo è un testo dedicato idealmente a Donald Trump e a Kim Jong-un.
«Abbiamo imparato abbastanza da non ripetere gli errori commessi nel 1945 ?», si chiede Joseph Rotblat (1908-2005) in questo testo scritto nell’agosto 1985 e pubblicato originariamente sul Bulletin of the Atomic Scientists e in italiano nel n. 87/2006 di Lettera Internazionale

Per una religione della pace

Il testo di Joseph-Charles Mardrus (Il Cairo 1868 – Parigi 1949) che abbiamo deciso di offrirvi è stato pubblicato per la prima volta in Francia nel 1918 e in Italia da Lettera Internazionale nel n. 84 (2005). Penserete che la nostra sia un’operazione di archeologia editoriale, ma non è così. Il 24 novembre scorso, c’è stato un gravissimo attentato alla moschea di al-Rawdah, a Bir al-Abed, nel governatorato egiziano del Nord Sinai, in cui sono morti centinaia di musulmani per mano della cellula locale dello Stato Islamico…

Il trionfo di Pavlov… e la disfatta di Esopo, di Biancamaria Bruno

Giorgio Granozio, Double Landscape no.01

Giorgio Granozio, Double Landscape no. 01

È da tempo che rifletto sull’uso che tutti noi facciamo dei social media. Soprattutto, rifletto sul fatto che, sebbene la tecnologia abbia enormemente potenziato la nostra capacità di comunicare, ciò non ci spinge ad approfondire quali sono le regole che fanno sì che la comunicazione avvenga. È paradossale, ma in un tempo in cui la comunicazione è tutto, sappiamo sempre meno di linguistica e di semiotica.

Cambiare Europa o cambiare l’Europa?, Pierre Dardot e Christian Laval

L’unica “cittadinanza” riconosciuta come “comune” a tutti i cittadini europei è quella del consumatore preoccupato del funzionamento del principio della concorrenza. È ora di lottare per fare dell’Europa un comune politico. Solo una sinistra autenticamente internazionalista può farsi carico di questa battaglia. A modo suo, la manifestazione nazionale del 17 maggio 2014 a Roma in difesa dei beni comuni ha dato la parola d’ordine per questa sinistra che invochiamo: Commoners of Europe, rise up! 

Il sintomo greco, Yannis Stavrakakis

Elena Kovylina, Egalité, 2008,

È sorprendente che, sebbene all’inizio la crisi sembrasse fornire le condizioni per una progressiva nuova politicizzazione dell’economia – evidenziando il bisogno di invertire il trend della deregolamentazione –, ora sia usata per cercare di rafforzare ulteriormente l’ortodossia liberale post-democratica, almeno nel contesto europeo. Leggi il pdf

L’ultimo libro di Marcel Cohen

La scena interiore è un romanzo non-romanzo di Marcel Cohen, il grande scrittore francese, pubblicato da Ponte alle Grazie. Giorgio Gomel lo ha recensito per noi.  «Un quasi nulla strappato all’abisso di Auschwitz», come ha scritto Le Monde.

Cent’anni dal genocidio degli armeni

Commemoriamo il centenario riproponendo il testo di Henry Morgenthau, ambasciatore USA per l’Impero Ottomano negli anni della Prima guerra mondiale, pubblicato nel n. 92/2007 di L.I. Una testimonianza emozionante e presaga di orrori più grandi.